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14 novembre 2006
Richard J.Boylan può ritenersi uno dei pionieri di questo tipo di analisi, ma ricordiamo anche il dottor R.Leo Sprinkle, il dottor Richard Haines, la dottoressa Edith Fiore e l’indimenticato John Mack i quali hanno fornito la loro assistenza terapeutica a persone che hanno vissuto (o credono di aver vissuto) esperienze di contatto con “alieni”.
Riportiamo, sinteticamente, le notizie più interessanti riguardanti i risultati di questi studi anticipando alcune constatazioni del dottor Boylan, ovviamente dedotte dai racconti dei suoi “pazienti” e cioè che : - Ciò che sembra “stia a cuore” più di ogni altra cosa a questi abitatori di altri spazi è lo stato di salute del pianeta Terra in quanto preoccupati delle conseguenze catastrofiche a cui l’attività scriteriata dell’uomo moderno potrebbe portare se non saranno modificati al più presto gli scellerati sistemi di sfruttamento delle preziose ma limitate risorse naturali. a) Caratteri generali di un IR4 (= Incontri Ravvicinati del 4 tipo) Secondo Boylan, la statistica riguardante gli IR4 è assai allarmante: dal sondaggio “Ropel Poll” del 1992 sulle “insolite esperienze personali” si deduce che negli USA avvengono in media addirittura tremila incontri ravvicinati ogni 24 ore!!!
Un’alta percentuale di “addotti” ha testimoniato di aver visto una forte luce sprigionarsi nella propria stanza e sentito al contempo uno strano ronzio intorno proveniente da qualcosa però esterna alla casa. Una curiosità assai significativa sta nel fatto che molti contattati hanno ricevuto telepaticamente il messaggio “Ora è il momento di ricordare” fra il 1992 e il 1993; secondo le teorie di Boylan, in questo periodo, al governo americano è sfuggito di mano il controllo dele informazioni sugli UFO; tutto ciò forse dovuto ad un tentativo di accelerare la “rivelazione” definitiva della presenza aliena sulla Terra, in virtù delle proprie prove segrete conservate in un’ala “top secret” della Casa Bianca, accessibile solo a pochissimi addetti militari oltre che al Capo dello Stato.
Comunque una Conferenza tenutasi al palazzo delle Nazioni Unite il 2 Ottobre 1992, è la prova più concreta che il problema riguardante le presenze “aliene” è qualcosa di veramente serio, di portata mondiale e non solo americana. Quale categoria di persone è più a rischio di un rapimento da parte degli E.T. ? Nella casistica delle “abductions” è spesso presente anche la correlazione tra genitori e figli; accade cioè che anche i figli dei “rapiti” vengano a loro volta più tardi rapiti e contattati e ciò probabilmente per comprendere meglio la visione mentale di un padre e del proprio figlio, forse, per studiare i legami intellettivi tra familiari. Anche le sensazioni e i segnali di approccio sono importanti; solitamente c’è un input che avverte l’individuo di un imminente contatto: visione di globi di luce, avvistamento di UFO, luci abbaglianti o uno strano formicolio nel corpo.
L’elemento successivo a tali segnali è il contatto vero e proprio il quale può essere telepatico oppure fisico-visivo; comunque sembra che il primo messaggio che gli E.T. mandino in questa fase delicatissima sia proprio quello di tranquillizzare e calmare il “rapito” che verosimilmente si trova in uno stato psicologico di panico e confusione assoluta. Qual è lo scopo delle “abductions” ?
Sembra che gli alieni siano interessati al nostro DNA e alla funzione dei nostri organi riproduttivi. Molti “rapiti” raccontano di aver subito piccoli interventi, non dolorosi, con strani apparecchi e con biopsia di materiale organico preso dai genitali. Interessante è anche il metodo di trasporto del terrestre sull’astronave che ha un diametro variante dai 9 ai 15 metri di larghezza con forma rettangolare o conico-rovesciata o semplicemente discoidale (ma esiste anche una buona incidenza di casi nei quali il rapito è stato condotto non su una navicella spaziale ma all’interno di cavità montuosa terrestre nascosta da porte mimetiche o in basi sotterranee);
gli E.T. accompagnano l’addotto a piedi fino alla stanza delle analisi oppure, nel caso di disco volante sospeso in aria, sollevando il terrestre fino all’interno del veicolo spaziale tramite un raggio antigravitazionale.
Se l’incontro ravvicinato avviene all’interno dell’UFO vengono effettuati esami di tipo medico, terapeutico ma sono possibili anche solo comunicazioni telepatiche e visualizzazioni d’immagini subliminali. La comunicazione telepatica è forse l’elemento più comune utilizzato negli IR4: gli addotti, sotto regressione ipnotica, ricordano di aver conversato con gli E.T. senza che questi avessero aperto bocca; raramente si sono date testimonianze di dialoghi svolti secondo frequenza acustiche umane. Gli argomenti poi di tale comunicazione hanno un campo molto ampio di interessi : dal semplice ammonimento ai terrestri di non distruggere la natura, ad informazioni sulla loro provenienza o ancora sull’evoluzione della vita sulla Terra. Gli studi e le analisi compiute dal dottor Boylan hanno aiutato, molto a chiarire le caratteristiche generali di un IR4.
Egli continua a tenere conferenze, soprattutto in America, e molti suoi “pazienti” hanno ripreso a vivere una vita normale grazie proprio al suo aiuto; la maggior parte di tali esperienze sono state richiamate dal dottor Boylan nel bellissimo libro intitolato “Incontri ravvicinati tra umani ed extraterrestri”.
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