
ovvero come sfasciare e
governare il mondo
9 luglio 2007
Sta per esplodere in America – e quindi nel mondo, si presume – il
dibattito sugli UFO.
A sbloccare l’eterno stallo fra i convinti assertori della presenza di
altri esseri nell’Universo, e i denigratori più scettici, pare sarà
l’uscita – o meglio, il rilancio - del documentario “Out of the blue”,
titolo che gioca sul doppio significato di “sbucati dal nulla” e “usciti
dal cielo”.
Lo studio dell’ “ufologia”, intendiamoci, non è cosa di oggi, ed è fin
dallo storico “incidente di Rosewell”, del 1947, che moltissime persone
hanno dedicato una vita intera allo studio di questo fenomeno. Ma fino
ad oggi la questione è rimasta relegata ai margini del discorso
mainstream, e nessuna “persona seria” – intesa come “pubblicamente
presentabile” - se ne è mai occupata ufficialmente.
Ora invece abbiamo addirittura un ex-presidente degli Stati Uniti, Jimmy
Carter, che sostiene di aver visto personalmente degli UFO, e accanto a
lui è subito comparsa un’altra figura di tutto rispetto, l’astronauta
Gordon Cooper (progetto Mercury), che dice di aver fatto la stessa
esperienza.
Il documentario “Out of the blue”, che è stato girato nel 2006, inizia
con alcune testimonianze ...
.. del noto episodio delle “Phoenix lights” (“le luci di Phoenix”),
registratosi in Arizona nel 1997. Mentre osservavano il passaggio della
cometa Hale-Bopp, migliaia di persone hanno raccontato di aver visto un
enorme oggetto passare sulle loro teste, a qualche centinaio di metri al
massimo di distanza. “Era a forma di Delta – raccontano i testimoni –
era circondato da una serie di luci, e potevi capire che era un oggetto
solido perchè oscurava completamente le stelle al suo passaggio”.
Quel giorno la polizia dell’Arizona raccolse sufficienti testimonianze
da poter tracciare un percorso di almeno venti miglia compiuto
dall’oggetto non identificato, fra Phoenix e la cittadina di Tampa.
Alcuni sostengono che l’astronave fosse larga più di un chilometro. Ma
il governatore dello stato, Fife Symington, si presentò il giorno
seguente alla conferenza stampa accompagnato da un finto “alieno”,
coprendo così subito di ridicolo l’intero evento.
Solo in una seconda intervista, molto più tardi, Symington avrebbe
ammesso di aver visto anche lui lo strano oggetto volante.
Come molti sanno, la storia recente è piena di avvistamenti collettivi
ben difficili da spiegare con le noste attuali conoscenze, e non
stupisce che il ramo più scettico degli scienziati tenda a spiegare il
tutto come frutto dell’instabilità della psiche umana, e della sua
facile suggestionabilità.
Ma c’è anche un ramo della scienza che sta provando a sbilanciarsi verso
la possibile esistenza di altri esseri, riagganciandosi a quanto loro
stessi sostengono a livello teorico: vista la quantità praticamente
illimitata di pianeti, galassie e sistemi solari – dice il loro
ragionamento – le probabilità che in qualche remoto angolo dell’Universo
esistano le condizioni sufficienti a dare inizio alla vita sono
tutt’altro che inesistenti.
Va da sè che lo scienziato serio non si accontenta del fatto che “esista
l’acqua” su qualche altro pianeta, per poter sostenere che lì è
possibile la vita, ma come sappiamo quando la scienza scova una remota
possibilità statistica che le può tornare utile, ci si aggrappa con una
forza incommensurabile.
Dopo la nascita del cosiddetto “Intelligent Design”, assisteremo quindi
a una nuova spaccatura, nel mondo scientifico, fra possibilisti e
negazionisti anche sulla questione degli alieni?
Massimo Mazzucco
