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Il silenzio sulla morte di Calvi per nascondere i criminali 7 giugno 2007 Con questa sentenza si chiude così una vicenda che non può essere ricordata, né discussa, ponendo come un "segreto di Stato" per impedire che si continui ad indagare e farsi nuove domande. Come abbiamo sempre sostenuto, il crimine invisibile che si nasconde dietro questo sistema di potere ha fatto sì che il cerchio si chiudesse e che i responsabili non venissero scoperti. Sì perché il processo che è stato archiviato, in ogni caso non andava ad indagare su quella rete di poteri che ha commissionato la morte del Banchiere, ma si rivela essere una specie di "processo di Mafia". La messinscena del suicidio di Calvi, secondo l'accusa sarebbe stata commissionata, dall'ex boss di Porta Nuova Giuseppe Calò, attuando un piano per punire il Banchiere per essersi impadronito di notevoli quantitativi di denaro appartenenti alle organizzazioni criminali di 'cosa nostra', nonché per ottenere l'impunità, conservare il profitto del riciclaggio di danaro posto in essere tramite il Banco Ambrosiano. Inoltre l'accusa afferma che la Mafia avrebbe agito per impedire al banchiere di ricattare i referenti politico-istituzionali, della massoneria e dello Ior, con i quali aveva gestito investimenti e finanziamenti anche provenienti da 'cosa nostra' . Il pentito Antonino Giuffré davanti ai magistrati che indagavano su Calvi, ha ammesso che la Mafia ha agito per punire il "banchiere di Dio" per aver investito senza oculatezza grosse somme di denaro di Giuseppe Calò, di non aver gestito bene i soldi che gli erano stati affidati, una cattiva gestione che aveva fatto fare una mala figura anche allo Ior. I pentiti hanno così affermato che la Mafia aveva "investito" nei due istituti bancari, i soldi di Totò Riina, Madonia, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano. Il vescovo Hnilica aveva infatti fondato nella Repubblica Ceca la "Pro Fratribus" che veniva utilizzata dalle intelligence occidentali per trasferire i fondi alle organizzazioni e alla resistenza massonica anti-comunista e promuovere le apparizioni di Medjugorje in Croazia. Pubblichiamo dunque un importante documento ricostruito dalla guardia di Finanza Italiana che mostra l'intreccio di finanziamento dei Banchieri ai politici, ai massoni e agli istituti religiosi: conti correnti Bancari da milioni di lire destinati a banchieri, politici, massoni. Tali documenti sono stati recuperati con grande difficoltà, ma vanno pubblicati per dimostrare che dietro le fondazioni cattoliche e il Vescovo Marcinkus, si nascondeva un intreccio di riciclaggio e corruzione che ha posto le sue radici in ogni parte dello Stato. Parte di questi fondi fluirono alla P2 di Gelli e all'Opus Dei, con transazioni di 90 milioni di dollari ciascuna, in una spirale di corruzione politica e di Mafia che ha portato al "suicidio" di Calvi e quello del suo personale segretario, probabilmente dovuto al rifiuto del Banchiere a continuare in questa spirale di riciclaggio che aveva ridotto al collasso la sua Banca. In quei bui anni settanta, molti dei personaggi implicati morirono, tra cui anche Sindona che ebbe tuttavia poco tempo per lasciare le sue memorie di 27 volumi all'FBI. Il Vescovo Paolo Hnilica viene arrestato dopo il tentativo di comprare il contenuto della valigia di Calvi, che è misteriosamente scomparsa dopo la sua morte: secondo molti testimoni quella valigia conteneva le sconvolgenti prove che più di 1 bilione di dollari del banco Ambrosiano erano stati risucchiati dallo IOR.
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