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IPOTESI MONOPOLARE

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L'ipotesi monopolare come arma della sinarchia 

13 marzo 2007

Per ipotesi monopolare si intende il riferimento ad interventi esogeni di sola natura ostile: gli assertori di tale ipotesi, congetturata o accertata la presenza sulla Terra di civiltà aliene, sulla base di convincimenti personali, di dati e testimonianze di varia origine, concludono che i visitatori benevoli semplicemente non esistono.

Ritengo che molti studiosi propugnatori di tale interpretazione siano in buona fede, ma credo che potrebbero essere stati manipolati dai servizi segreti, da quei poteri volti ad inculcare nell’opinione pubblica uno schema manicheo. È manichea la struttura che domina, ad esempio, la pessima e tronfia pellicola intitolata Independence day. Nel film, mentre gli alieni sono dipinti come creature malvagie ed aggressive, i terrestri sono ritratti in modo oleografico, addirittura con il presidente degli Stati Uniti caratterizzato, di là da ogni realismo e buon gusto, come un eroe intrepido.

In realtà l’ipotesi monopolare, nel momento in cui si traduce nell’erronea ed ingenua persuasione che i governi, nonostante qualche limite ed inefficienza, sono i difensori dei cittadini, laddove noi sappiamo che è proprio il contrario, mira alla legittimazione delle istituzioni. Punta quindi a creare un consenso nei confronti di politiche bellicose, demonizzando l’avversario, additato come il Male assoluto. Le élites sono ricorse a questo stratagemma tanto maldestro, quanto efficace all’indomani degli autoattentati del 9 11 2001, ideati e perpetrati dalla sinarchia, l’esecutivo occulto mondiale, il cui vertice è a Roma.

Non si può escludere che il governo clandestino adotti nei prossimi anni, in una climax di terrore, un espediente simile, agitando lo spettro della minaccia aliena. In tale contesto vanno lette le ambigue dichiarazioni di Bush junior e di Nick Pope, ex funzionario del ministero della “difesa” britannico, circa la necessità di fronteggiare un’eventuale ostilità esterna.

Qualora lo spauracchio del terrorismo islamico, in cui molti ormai non credono più, dovesse indebolirsi ulteriormente, la sinarchia potrebbe giocare la carta dell’invasione extraterrestre per coagulare attorno a sé il sostegno di una popolazione mondiale sempre più incapace di ragionare e di agire in modo consapevole, ma incline ad assecondare emozioni primordiali quali la paura e la territorialità. A tal fine, i potenti reputano necessario accelerare il processo di un governo cattolico, anche nel senso di ecumenico, planetario nell’ambito di una netta ed hollywoodiana contrapposizione tra terrestri buoni ed extraterrestri cattivi.

Il piano è stato studiato nei minimi particolari e, al suo interno, la concezione monopolare adempie un ruolo decisivo di tipo psicologico. Gli ufologi che la proclamano si basano su resoconti e dati credibili, ma forse incompleti: inoltre la loro forma mentis li induce a negare la possibilità che esistano manifestazioni benevole, interpretate come inganni. Che spesso si tratti di inganni, come nel caso delle epifanie pseudo-mariane, mi pare evidente. Nulla di meno, anche la posizione monopolare potrebbe essere il risultato di un subdolo ed astuto raggiro ai danni di ricercatori seri ma, in qualche modo, condizionati.

Non dimenticherei, infine, che tale visione declina pure delle conseguenze di tipo filosofico e teologico: concepire il nostro pianeta come la sentina del cosmo e negare che esistano razze stellari elevate sul piano spirituale consuona con una Weltanschauung in cui l’universo è visto come la creazione di Ahriman. Questo pensiero, in linea teorica, può essere plausibile, ma esclude a priori la veridicità di tutte le esperienze positive di contatti con altre dimensioni, inoltre spegne la pur vacillante fiammella della speranza, la speranza che il creato ospiti intelligenze evolute, in cui brilla una luce divina.

Con Eschilo, vogliamo pensare (o illuderci), anche solo per un istante che, nonostante il dolore e le brutture del mondo, alla fine prevalga la giustizia imperscrutabile, ma perfetta di Zeus. 

by Zret