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EPIDEMIC HPV |
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3 luglio 2007
Negli ultimi tempi in quella
scatola chiamata TV, si è parlato spesso del nuovo vaccino antitumorale
al collo dell'utero. Molti saranno rimasti sorpresi, dubbiosi o scettici
riguardo la questione. Per questo motivo intendo trasmettere queste
informazioni perché diffondiate i giusti dubbi e magari salviate
qualcuno.
Il papillomavirus (HPV) è considerato il principale responsabile del
tumore femminile al collo dell'utero, che – ufficialmente? - colpisce
1.800 italiane all'anno. Da questo aprile, la vaccinazione è
raccomandata (in tre dosi) dal Ministero della Salute (salutate la
salute…) per le ragazze tra i 9 ed i 26 anni. Sarà “gratuito” (per i
pazienti, ma NON per le A.S.L.) per i soggetti tra 9 e 12 anni, mentre
tra i 12 e 26 costerà 188 euro. La cosa lascia perplessi per diversi
motivi. Stranamente siamo l'unico paese al mondo ad attuare questa
“prevenzione”, il che fa supporre un esperimento al quale gli “altri”
paesi assistano.
Ulteriore perplessità sorge quando si indaga sugli studi che
“dimostrerebbero” il valore di questa vaccinazione e si scopre che:
1. Nel 2000 il tasso di mortalità dovuto a tale affezione, ammontava a
solo 3,3 donne ogni 100.000 negli USA e, in definitiva, tale carcinoma
cervicale provoca solo l'1% circa di tutti i decessi da cancro nelle
donne, mentre se consideriamo il numero dei vaccinati, si nota che i
danni diretti derivati da vaccino sono ben più numerosi, anche perché i
soggetti a rischio sono solo quelli che poi “abuseranno” di farmaci.
2. Il National Cancer Institute (U.S.A.), ente statale, sostiene che il
rapporto di casualità diretta virus-tumore non è mai stato dimostrato:
infatti, da uno studio controllato su donne accoppiate in base all'età,
è emerso che sia il 67% di quelle affette da cancro cervicale sia il 43%
di quelle non affette sono risultate comunque positive all'HPV, quindi
“infette”.
3. Negli USA, in base a questo, i professori statunitensi Peter Duesberg
e Schwartz ipotizzano la possibilità che i virus non producano il
cancro, ma semplicemente approfittino della debolezza dei tessuti,
debolezza causata da “altro”. I soli effetti collaterali “ufficiali” del
vaccino comprendono infiammazioni pelviche, asma, broncospasmi ed
artrite. Questo nel breve termine, mentre non ci sono studi sufficienti
sui possibili danni a lungo termine dello stesso vaccino.
4. Infine va tenuto presente che questo vaccino costa alle A.S.L. circa
100 euro, QUINDI 75.000.000 di euro, oltre ai costi di somministrazione
e magari un bel po' di ammalati in più.
Ne vale la pena?
Sicuramente ne vale la pena per le Multinazionali farmaceutiche che
aumentano così esponenzialmente i loro ricavi e le loro quotazioni in
borsa!
Secondo il ginecologo di Trieste, Francesco Morosetti, vi sono 100 tipi
diversi di papillomavirus umani. Di questi solo 13 hanno potenzialmente
un alto potere tumorale, mentre sono stati preparati due vaccini
ciascuno con i due tipi più pericolosi. I vaccini sono preparati con
pezzi di proteine del DNA ricombinati e disattivati (così raccontano, ma
allora a che cosa servono? – ndr) di questi virus e sono in una
soluzione che contiene, tra le altre cose, componenti di alluminio,
sicuramente tossiche. E non si sa assolutamente per quanto tempo faccia
effetto e se veramente abbia effetto, nonostante gli studi dicano il
contrario.
Inoltre sempre secondo il medico, la validità del pap-test per indicare
probabilità di tumore uterino è inferiore al 60-70%, per i molti falsi
positivi e falsi negativi.
Negli U.S.A. ed in Australia sono emersi dei dubbi sull'efficacia
pratica e sulla sicurezza del vaccino anti-HPV "Gardasil" (Merck). Negli
U.S.A. l'associazione "Judicial Watch" ha diffuso informazioni ottenuti
dalla Food and Drug Administration (F.D.A.), tramite l'applicazione del
Freedom of Information Act, in cui si riportano, su un totale di 1.637
eventi avversi alla vaccinazione, anche tre decessi associati
temporalmente alla vaccinazione. In Australia 25 ragazze hanno accusato
cefalea, nausea e vertigini, subito dopo la somministrazione della loro
prima dose di vaccino presso una scuola superiore cattolica di
Melbourne, il 22 maggio. Quattro delle ragazze sono state portate
all'ospedale, due di loro sono state ricoverate per una notte.
Parlando dell'accaduto, un esperto ha parlato di isteria di massa. Il
valore delle azioni della filiale australiana della ditta produttrice
del vaccino, C.S.L., è caduto dopo la copertura mediatica dell'accaduto
(www.theage.com.au, 25 May, "Why are we experimenting with drugs on
girls?"). La F.D.A. aveva approvato l'uso del vaccino nel giugno del
2006 e l'advisory committee dei Centers for Disease Control and
Prevention (C.D.C.) ha espresso in modo unanime la raccomandazione di
vaccinare le ragazze tra 11 e 12 anni di età.
L'introduzione del vaccino è stata oggetto di controversie a causa
dell'obiezione di alcuni genitori all'obbligatorietà proposta da alcuni
stati degli U.S.A. Questi genitori preferiscono, invece, un approccio
centrato sull'astinenza sessuale fino al matrimonio (BMJ
2007;334:721-3). Il 23 maggio Judicial Watch dichiara che, su tre
decessi, in un caso si trattava di condizioni scarsamente documentate
con implicazione di un trombo di sangue e, nei restanti due casi, si
trattava di ragazze giovani ma con patologie cardiache e della
coagulazione preesistenti. Alcuni degli altri 371 eventi avversi erano
seri, compresi paralisi, paralisi di Bell e sindrome di Guillain Barrè.
Su 42 donne vaccinate in gravidanza, 18 hanno avuto effetti collaterali
da aborti spontanei a malformazioni fetali. La maggior parte degli
effetti collaterali era rappresentata da dolore, febbre, nausea,
vertigini e prurito, tipiche delle vaccinazioni in generale. Nel
foglietto illustrativo del vaccino, la Merck avverte contro il rischio
di tali eventi.(...)
Il foglietto illustrativo riporta questo:
Gli ingredienti principali sono proteine purificate inattive provenienti
da tipi 6, 11, 16 e 18 di HPV. Il vaccino contiene inoltre
idrossifosfato amorfo di alluminio solfato, cloruro di sodio,
L-istidina, polisorbato 80, borato di sodio e acqua per iniezioni.
Chi è a rischio per il Papillomavirus umano?
Nel 2005, i CDC hanno stimato che almeno il 50% degli individui
sessualmente attivi contrae l’HPV nel corso della vita. Sono a rischio
maschi e femmine di qualsiasi età che svolgono qualsiasi tipo di
attività sessuale che comporti contatto genitale. Molti individui
affetti da HPV possono non presentare alcun segno o sintomo. Questo
significa che possono trasmettere il virus ad altri, senza esserne
consapevoli.
Quali altre informazioni importanti è bene sapere su GARDASIL?
La vaccinazione non è sostitutiva di un periodico screening per il
cancro cervicale. I soggetti femminili che assumono GARDASIL devono
continuare a sottoporsi allo screening per il cancro cervicale.
Analogamente a qualsiasi altro vaccino, GARDASIL non protegge
necessariamente in modo completo tutti i soggetti che vengono vaccinati.
Gardasil non protegge da malattie provocate da tipi di HPV non presenti
in questo vaccino. Esistono più di 100 tipi di HPV; GARDASIL
contribuisce alla protezione da 4 tipi di HPV (6, 11, 16 e 18). Questi 4
tipi di virus sono stati scelti per GARDASIL perché provocano circa il
70% dei casi di cancro cervicale e circa il 90% delle verruche genitali.
Questo vaccino non la proteggerà dai tipi di HPV a cui può già essere
stata esposta. GARDASIL inoltre non offre alcuna protezione da altre
malattie non provocate da HPV GARDASIL esplica la maggiore protezione
quando è somministrato prima dell’eventuale contatto con determinati
tipi di HPV (cioè i tipi di HPV 6, 11, 16 e 18).
Che cosa sono cancro cervicale, lesioni precancerose e verruche
genitali?
Il cancro cervicale è una grave malattia che può comportare pericolo per
la vita. Questa malattia è provocata da alcuni tipi di HPV che possono
causare alterazioni nelle cellule del rivestimento della cervice, che
passano dallo stato normale a quello di lesioni precancerose. Queste, se
non vengono curate, possono trasformarsi in cellule cancerose. Le
verruche genitali sono provocate da certi tipi di HPV. Spesso hanno
l’aspetto di escrescenze color pelle. Sono presenti all’interno o
all’esterno dei genitali. Possono presentare dolore, prurito,
sanguinamento e provocare fastidio. Queste lesioni di solito non sono
precancerose. A volte, per eliminarle, occorrono più trattamenti.
Paura, epidemie, cure, certo la salute personale è importante, ma siamo
veramente sicuri che queste terapie non servano allo scopo dichiarato,
ma a qualcos'altro?
Magari a sperimentare sulla pelle delle nuove generazioni chissà quali
nuove ed orribili debilitazioni che si manifesteranno dopo decenni in
chissà quali modi oggi sconosciuti.
Certo un fatto è sicuro anche questa nuova “epidemia” (creata ad arte –
ndr) è stata finalmente sconfitta con l'arma più potente: IL VACCINO!
by Bojs
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