
Croce e nequizia
17 ottobre 2007
Il 14 agosto del 2005 nei cieli della Florida una squadriglia di oggetti volanti sferici formò una croce latina. La croce è stata per lo più interpretata da frange contattiste mariane come un simbolo della vicinanza dei “fratelli dello spazio” all’umanità ed anche come segno dell’imminente parousia del Cristo. Purtroppo temo che, in questo, come in molti altri casi, il simbolo comparso nel firmamento sia solo la pantomima di una razza ingannatrice o un'icona disegnata con una tecnologia terrestre, sebbene avveniristica. Chi può stabilire, infatti, se certi globi che, sempre più spesso, sono avvistati, fotografati e ripresi sono sonde aliene o, come opina il fisico e cosmologo Paul La Violette, degli ordigni volanti creati dai militari?
A proposito di situazioni al confine tra terrestre ed extraterrestre, vorrei dedicare un breve excursus ai rapimenti: alcuni ricercatori ritengono che essi siano perpetrati dai militari e non da alieni. Non intendo scagionare entità esterne o, meglio, interdimensionali, ma, in effetti, si può ritenere che certe abductions siano opera di terrestri: questo spiega il reperimento di impianti nelle vittime dei sequestri, vittime che possono essere condizionate a tal punto da percepire circostanze aliene con astronavi, lettini metallici, orribili esperimenti in vivo.
Il controllo mentale ed elettromagnetico, la creazione di scenari olografici, la somministrazione di droghe, l'impianto di microprocessori etc. potrebbero essere strumenti usati dai militari per lo meno per demonizzare quel paio di civiltà extraterrestri non ostili in modo da diffondere tra gli studiosi la perniciosa e blasfema ipotesi monopolare. Lammer e Boylan sono i sostenitori, invece, delle MILABS, ossia military abductions, configurazioni di scenari virtuali che simulano sequestri alieni. E' un tema controverso, spinoso, ma non ci si può esimere dal ricordare non solo il livello assai sofisticato delle tecnologie terrestri, ma anche la nequizia e la totale mancanza di scrupoli che contraddistinguono i vertici degli eserciti avvezzi a giocare i loro pericolosi giochi di guerra, incuranti della libertà e della dignità umana, dimentichi di qualsiasi valore. Non sorprendiamoci allora se centri occulti di potere e le strutture ad essi collegate compiono scelleratezze di ogni tipo, esibendo, nel contempo, un'ipocrita facciata incentrata su Dio, patria e famiglia.
Tornando alla croce, ricordando che la sinarchia ama esibire e, nel contempo, celare simboli spesso antichi, quasi ancestrali, sarei tentato di congetturare che, in ultima istanza, tale segno non alluda al Cristianesimo né alla vagheggiata Parousia di Gesù, ma al "pianeta" dell'attraversamento o dell'incrocio, il famigerato Nibiru, quantunque la croce con cui veniva adombrato tale corpo celeste nella cultura sumera, abbia i bracci di eguale lunghezza. Una croce niburiana spicca sulla fronte dello stigmatizzato contattista mariano, Giorgio Bongiovanni. È un caso?
Si potrebbe trattare di una provocazione e di un inganno: l'uso di un noto simbolo istintivamente collegato da miliardi di persone nel mondo al Cristianesimo, potrebbe essere la firma degli Oscurati, assai addentro alle concezioni apocalittiche forse da loro elaborate o manipolate. Infatti alcune confessioni cristiane attendono l'imminente avvento del Cristo sulle nubi: i tempi sembrano loro maturi. Anche numerosi veggenti o presunti tali all'interno del Cattolicesimo o ai suoi confini, evocano un ormai prossimo Giorno del Giudizio. Il Doomsday ed il periodo che lo precederà sono sovente concepiti come qualcosa di spettacolare, di grandioso, di scenografico, poiché ci si basa su un'interpretazione letterale di passi appartenenti al Libro di Daniele, all'Apocalisse ed a lettere del Nuovo Testamento.
Che cosa ci dobbiamo attendere dunque? False invasione aliene per nascondere reali ed antiche, ma anche nuove intrusioni? Il 2012 sarà l'anno del contatto e della palingenesi o quello dell'instaurazione del Nuovo ordine mondiale? I Romani affermavano che la religione era instrumentum regni: questo è ancor oggi vero. Anche oggi, infine, viviamo il tempo degli “dei falsi e bugiardi”, anche se, naturalmente, non sono dei.
By Zret