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LE
DUE ANIME DEL GEPAIN
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18 marzo 2007
Ha fatto un certo scalpore a livello internazionale la notizia, divulgata il 29 dicembre 2006, secondo la quale l’agenzia spaziale francese, il CNES, ha comunicato la storica decisione di pubblicare sul proprio sito web l’archivio di avvistamenti UFO e fenomeni connessi, finora gelosamente custodito tra le polemiche e le numerose richieste di diclosure da parte del mondo ufologico [1].
L’attuale responsabile del GEIPAN, l’organismo del CNES sorto dalle ceneri del contestato SEPRA per lo studio dei fenomeni aerei anomali, Jacques Patenet, ha dichiarato in una recente intervista: “Nel futuro continueremo a raccogliere e analizzare i dati. La nuova missione è quella di instaurare una maggiore comunicazione con la Repubblica (francese) e pubblicare on-line tutto ciò che è contenuto nei nostri archivi” [2]. Saggia decisione da parte di Patenet, ingegnere informatico che nel 1983 si vide soffiare il posto di direttore del GEPAN da Jean Jacques Velasco, ingegnere ottico scelto da Alain Esterle come suo successore, e da Velasco rinominato SEPRA.
Decisione forse anche coerente con le giustificazioni addotte proprio dal CNES nel 2004 per spiegare la chiusura del SEPRA, ormai costituito unicamente dal suo direttore, solo responsabile, e ricercatore ufficiale di una struttura che doveva essere riorganizzata e rivitalizzata. Velasco, non troppo amato dagli ufologi francesi per il suo atteggiamento poco collaborativo, quasi scostante secondo alcuni, denunciava a sua volta lo spirito eccessivamente polemico degli ufologi e giustificava la non divulgazione dei casi investigati con la tutela dei testimoni.
Patenet, o meglio il CNES, a dimostrazione di una volontà di cambiamento e nuovo spirito di collaborazione, hanno risolto la questione promettendo di divulgare i casi ma non i nomi dei testimoni. Facile, pulito. Il CNES cambia rotta e gli ufologi avranno centinaia, migliaia di casi su cui dibattere, investigare (non molto comunque, data la tutela dei nomi) e scontrarsi. Altri decenni di studio assicurati e da parte di Patenet un gesto apprezzabile, perché una divulgazione di archivio da parte di un ente spaziale, non è poca cosa, in epoca di ridicolizzazione e debunking del fenomeno UFO.
L’ufologia francese però, nel 2004, non fu movimentata solamente dalla chiusura del SEPRA, perché il “congedo” di Velasco coincise con la pubblicazione del suo ultimo libro, “OVNIS, l’évidence”, in cui, a titolo assolutamente personale, lo scienziato dichiarò apertamente le proprie conclusioni sugli UFO e la convinzione dell’inutilità di continuare a raccogliere dati su un fenomeno di origine ormai chiara e comprovata da enormi quantità di studio e materiale. Velasco scrive; “Io non ‘credo’, constato. E ho constatato molto velocemente, dopo essermi unito all’équipe costituita attorno a Claude Poher e poi Alain Esterle, che il fenomeno sicuramente esiste e resiste a qualsiasi identificazione conosciuta”. Phénomènes Aérospatiaux Non Identifiés) dichiaro che sarebbe molto improbabile che gli OVNIS non fossero manifestazioni di un’intelligenza extraterrestre” e “Oggetti volanti non identificati evoluiscono in prossimità della Terra: le indagini serie intraprese nel mondo lo stabiliscono con certezza, indipendentemente dalle manovre di disinformazione dei politici e le prese di posizione dominanti di una certa casta di scienziati. Il loro livello tecnologico è superiore a tutto ciò che l’uomo ha mai potuto concepire sulla Terra. Esiste una correlazione indiscutibile tra il loro manifestarsi e le nostre installazioni nucleari.” [3].
A un incarico ufficiale faceva dunque seguito una conclusione personale dichiaratamente pro-ETH (Extraterrestrial Hypothesis) e mai riconosciuta dall’ente spaziale francese. Tuttavia, essendo allora il SEPRA costituito dal solo Velasco, che già da diversi anni accarezzava tale conclusione più o meno velatamente, penso sia lecito domandarsi che differenza ci sia, in questo caso, tra “ufficiale” e “personale”. Forse una differenza di forma, che ha permesso all’ingegnere di divulgare finalmente le sue conclusioni e togliersi una spina dal fianco, e allo stesso tempo ha permesso al CNES di non trarre alcuna conclusione, come così spesso accade agli enti ufficiali, e andare avanti nel proprio compito di raccolta e analisi. La storia degli UFO è una storia infinita, fatta di progetti di studio spesso conclusasi con la conversione degli incaricati a favore dell’ipotesi extraterrestre e la seguente chiusura e riapertura di tali progetti, nei paesi che, almeno, si sono presi il disturbo di avviarli.
Già nel “lontano” 1948 l’équipe di studio sugli UFO del Project Sign, che faceva capo alla base aeronautica di Wright Patterson, si convinse che il fenomeno fosse di “origine interplatenaria”. L’équipe preparò un primo rapporto intitolato “Estimate of the Situation” e sottoposto al generale Hoyt S. Vandenberg, che rigettò tali conclusioni come infondate e diede ordine che tutte le copie del rapporto venissero distrutte. Per fortuna, menti più lungimiranti della sua ne presero atto e testimonieranno della sua esistenza e contenuto. Si tratta del capitano Edward J Ruppelt, destinato a diventare uno dei protagonisti fondamentali dell’ufologia, e del Maggiore Dewey Fournet, che alla fine degli anni ’50 firmerà un affidavit a questo riguardo.
Quanto successo dopo la chiusura del troppo aperto Project Sign è noto: negli anni si sono avvicendati a livello ufficiale il Project Grudge e poi il Project Blue Book, nei quali uomini sinceramente interessati allo studio degli UFO hanno dovuto fare i conti con la volontà di coperture e minimizzazione del fenomeno da parte delle autorità (vedasi ancora Edward Ruppelt, gli scienziati J. Allen Hynek e Jacques Vallée), fino ad arrivare alla pubblicazione del Condon Report, nel ’69, le cui conclusioni negazioniste daranno al cover-up soddisfazione finale. Tuttavia, nel rapporto Condon almeno un terzo dei casi indagati e illustrati resta inspiegabile, e le conclusioni dello scienziato, secondo cui nulla proverebbe l’esistenza degli UFO e meglio farebbero i ricercatori ad occuparsi d’altro, sono talmente in contraddizione con il contenuto del rapporto stesso stilato dal suo staff, da non essere oggi considerato conclusivo nemmeno dai più convinti debunker.
Impossibile dare degno risalto in poche righe a tutto lo studio ufficiale che indicherebbe il valore dell’ipotesi extraterrestre, ignorata abilmente dai media. Doveroso citare il Project Magnet (1950) canadese, che ha visto un altro scienziato, Wilberth Smith, concludere che “molto probabilmente gli UFO sono veicoli extraterrestri, in quanto nessun altra spiegazione sembra adeguata” e che continuerà le sue ricerche sul sistema di propulsione degli UFO anche dopo la chiusura del progetto, nel 1954 [4]
Recentemente dall’oblio degli archivi grazie al FOIA è emerso il cosiddetto “Condign Report”, studio sugli UFO promosso apparentemente in sordina dal Ministero della Difesa britannico (MoD), che oltre all’assonanza con il Condon ne condivide le conclusioni negazioniste. Documento poderoso e assolutamente anonimo il cui valore scientifico è stato messo in discussione persino dalla prestigiosa rivista Nature [5], ben lontana da qualsiasi accusa di partigianeria pro-ETH. Diverse le conclusioni di Nick Pope, che dopo aver portato avanti un precedente studio sugli UFO per il MoD, si è convinto che l’ipotesi ET non debba essere scartata e che gli UFO costituiscano una questione di sicurezza nazionale.
Tornando alla Francia, la formale ma fondamentale differenza tra “ufficiale” e “ufficioso” permise di non riconoscere a livello mediatico il valore del rapporto COMETA, pubblicato nel 1999 con il titolo “ LES OVNIS ET LA DEFENCE, a quoi doit-on se preparer?”, risultato di uno studio serio e approfondito sugli UFO. Il Comitato, pur essendo un’iniziativa “privata” e non governativa, fu composto da personale di formazione soprattutto militare e scientifica di alto livello con incarichi ufficiali, oltre che avvalersi della consulenza di J.J. Velasco. La prefazione del rapporto è scritta dal Generale dell’aeronautica Bernard Norlain e, attenzione, da André Lebeau, ex Presidente del Centre National D’Etude Spatiales, ovvero il CNES!
Il documento, prima di essere reso pubblico, fu inviato al Presidente francese Chirac e al Primo Ministro Jospin. Tra le conclusioni più significative la dichiarazione che l’origine extraterrestre degli UFO non può e non deve essere scartata ma presa in seria considerazione e, conseguentemente, dovrebbero esserne valutate le implicazioni da un punto di vista strategico, sociale, religioso e mediatico. Se è vero infatti che non è possibile ancora provare atti palesemente ostili da parte degli UFO, secondo il comitato è vero che si sono verificati atti di intimidazione .
Potrebbe non essere infondata dunque l’ipotesi che in Francia, come in altri paesi del mondo, quali USA e Gran Bretagna, negli organismi preposti alla questione UFO coesistano due “anime”, l’una più orientata verso la divulgazione al pubblico di un fenomeno ormai identificato e l’altra fermamente orientata verso l’occultazione. Considerato questo e la probabilità che qualsiasi rilascio di informazioni sarebbe comunque in qualche modo “pilotato” – alcune verità si possono dire, altre no – la questione, per molti interessati, sembra non essere più solo studio degli UFO ma la divulgazione delle informazioni già raccolte.
Se questo fosse vero, e se invece di ricominciare all’infinito sempre nuove raccolte dati, si prendesse atto delle conclusioni già esistenti, avremmo scongiurato il terribile anatema che il debunker Philip Klass lanciò agli ufologi nel 2005, poco prima di morire:
“Non importa quanto a lungo vivrete, sugli UFO non saprete mai nulla di più di quanto sapete oggi.
Nulla saprete di più di quello che gli UFO sono realmente, o da dove vengono. Di ciò che il Governo Americano sa sugli UFO non saprete mai niente di più di quanto non sappiate oggi.
Il giorno in cui giacerete sul vostro letto di morte, sugli UFO sarete ancora confusi come lo siete oggi.
E ricorderete questa maledizione. “ [6]
Solo per questo, ne varrebbe la pena!
Lavinia Pallotta
Fonte: “Area 51”
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Note:
[1] www.dnamagazine.it/archivio-cnes.html
[2] www.virtuallystrange.net/ufo/updates/2006/dec/m30-002.shtml
[3] “OVNIS, l’évidence”, di Jean Jacques Velasco e Nicolas Montigiani, ed. Carnot, Orbis Enigma, 2004
[4] Tutti i documenti e le informazioni riguardanti il Project Magnet e gli studi di W. Smith sono reperibili tramite il sito
www.presidentialufo.com
[5] “To Be Blunt: UFO mind-melting in government report”, disponibile anche online al link:
www.nature.com/news/2006/060508/full/060508-6.html
[6] www.dnamagazine.it/klass.html
“Dopo quasi trent’anni di studio oggettivo e metodico dei PAN
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