
Non c'è discorso che possa distrarre l'egoismo o la malvagità, allo stesso modo che non si toglierà al gatto la tendenza a pigliare i topi (A.
Schopenauer)
4 gennaio 2007
Capisco lo scoramento di chi è impegnato in una lotta improba, titanica contro il sistema. Ci si sente, infatti, accerchiati da tre gruppi di persone: il volgo, composto da individui di dura cervice, i nemici ed i profeti invasati.
Il volgo è il gregge ancora prigioniero di falsi dualismi sempre incline a schierarsi con i Buoni (come se esistessero i Buoni tra le élites) o con i Cattivi, con Saddam Hussein o contro Saddam Hussein, con il governo o contro il governo, con l’Iran e la Russia contro gli Stati Uniti o viceversa, senza accorgersi che i potenti sono tutti uguali a qualsiasi latitudine. È deprimente leggere i loro puerili interventi sui forum, vedere quali discussioni inseriscono: sono argomenti futili, insignificanti o viziati dai soliti schematismi.
Con codeste persone qualsiasi strategia è inutile: non capiscono, non possono capire che il potere ha una struttura planetaria e piramidale. Sono vittime della sindrome di Stoccolma: non solo accettano tutto dai loro carnefici (le vaccinazioni che causano l’autismo ed altre malattie, gli organismi geneticamente modificati, le scie chimiche, l’uranio impoverito, l’energia nucleare, l’innalzamento dell’età pensionabile, l’aumento della pressione fiscale, i sistemi per il controllo della popolazione, la perversa dominazione del Vaticano…), ma spesso si ergono a difensori dei loro aguzzini. Sono omuncoli passivi, rinunciatari, pavidi, codardi, insulsi, capaci di uscire dal loro stato vegetativo, strabuzzando gli occhi spenti, solo per una partita di calcio, una puntata del “Grande fratello” o per la farsa delle elezioni.
A mio parere, questa marmaglia è ancora più nefasta dei nemici, perché è simile ad una palude mefitica in cui si impantana qualsiasi tentativo. Altro che vox clamantis in deserto con costoro! Ci si può spolmonare e sgolare, ma non si otterrà mai alcunché. In fondo poi tentare di stabilire per quale motivo questa ciurmaglia sia incapace di articolare un semplice ragionamento e di comprendere che le istituzioni tutte e gli stati sono composti da manigoldi, da parassiti e da sanguisughe, è ozioso. È un dato di fatto che si può solo constatare.
Esistono poi i nemici: costoro, giorno dopo giorno, diventano sempre più potenti e sfacciati, poiché sanno che il popolo-bue non si ribellerà mai o si rivolterà quando sarà troppo tardi. Oggi giorno le forze del Nuovo ordine mondiale dispongono di strumenti di controllo micidiali (onde elettromagnetiche, polvere intelligente, microprocessori sottocutanei, videosorveglianza, banche dati….) e di armi che farebbero abortire sul nascere un eventuale tumulto.
Il tempo congiura contro la speranza di un cambiamento: le menti sono sempre più manipolate. Anche molti "intellettuali" non sono necessariamente in mala fede: sono indottrinati ed avvezzi a pensare in modo binario. (Comunismo vs Fascismo, Islam vs Cristianesimo…) Sono stati cresciuti con dosi massicce di preconcetti: d’altronde il catechismo (alias dottrina) a qualcosa dovrà pur servire, come anche il sistema scolastico che inculca falsi dualismi, censura il vero sapere, disabitua ad osservare ciò che si nasconde dietro le apparenze.
Chi pensa che questi giornalisti sedicenti liberi siano scaltri manipolatori, li sopravvaluta. La scaltrezza è un pervertimento dell’intelligenza e non penso che una forma di perspicacia, per quanto degenere, si possa attribuire loro. Certo, inebetiscono i lettori, li ingannano, li irretiscono con preconcetti ridicoli, li plagiano, ma solo perché essi sono già plagiati ed incapaci di vedere oltre. Si generano così una reazione a catena ed un circolo vizioso per cui è sufficiente instillare nelle menti limitate di questa genia dei dogmi politici, economici, religiosi… affinché il gregge dei lettori impari a sragionare allo stesso modo.
Infine bisogna confrontarsi con i Savonarola: sono individui inflessibili, fanatici, anche se, forse, integerrimi. La loro incorruttibilità è, però, disumana. Se condividiamo la loro esecrazione della Chiesa di Roma, sentina d’ogni turpitudine, non comprendiamo il loro atteggiamento rigido, la loro pretesa non di possedere la verità, ma di essere l’incarnazione della Verità. Mai un dubbio li sfiora. Mai prendono in esame la possibilità che i giudizi da loro trinciati siano almeno parzialmente erronei.
A che servono le loro geremiadi e le loro denunce, se sono formulate con infinita saccenteria, con sicumera, con volgare arroganza? Mi chiedo per quale recondita ragione costoro continuino a berciare, se sono convinti che tutti, proprio tutti sono corrotti e collusi con il potere, se sono persuasi che nessuno, proprio nessuno può capire il loro eccelso insegnamento. Se sanno che nessuno potrà essere salvato, perché continuano a pontificare? Essi ostentano un totale disprezzo per il gregge che vorrebbero sottrarre ad altri pastori. Chi, però, è disposto, dopo aver spezzato le catene, a farsi scorticare con una feroce tosatura, non appena non accetta di essere rinchiuso in un nuovo ovile?
Di fronte ad una situazione così ardua e proibitiva, è comprensibile il senso di impotenza e di stanchezza che a volte ci prende. Si è tentati di gettare la spugna, poiché seminatori di discordia, falsi profeti, assassini, ladri pubblici, per usare un’espressione di Catone il Censore, vili adulatori, avvelenatori, pseudo-intellettuali, scemenziati, pennivendoli… usano il bastone e fanno sibilare lo scudiscio. Per chi darsi la pena di scrivere ancora, sottraendo tempo ed energie ad altre attività? Per chi agire?
Forse, però, essere consapevoli di questo stato di debolezza è un punto di forza. Poi credo non sia lontano il giorno in cui si separerà il grano dal loglio né valgono solo i risultati, sempre di gran lunga inferiori all’impegno profuso ed alle aspettative, ma contano di più l’intenzione, la fedeltà a sé stessi e la rettitudine, perché “l’umiltà non era vile, il tenue bagliore strofinato laggiù non era quello di un fiammifero.”
by Zret
