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7 MINUTI PER
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7 luglio 2007
Cari amici di Luogocomune, vi scriviamo per raccontarvi una vicenda
vissuta, che in qualunque altro paese al mondo verrebbe presa per una
barzelletta.
Siamo una giovane coppia, con un figlio di tre anni, ed abitiamo a
Milano. Nel lontano dicembre 2005 decidiamo di cambiare casa: poichè ci
trasferiamo di poche centinaia di metri, la Telecom ci conferma che il
numero di telefono resterà invariato.
Avendo in programma di trascorrere due mesi all’estero, chiediamo alla
Telecom di sospendere la nostra linea telefonica, per poi riattivarla al
nostro rientro, ovviamente presso il nuovo indirizzo. Loro prendono
nota, e ci dicono che non ci saranno problemi.
Tornati in Italia, telefoniamo per riavere la linea; ma per strani
motivi, a noi sconosciuti, il nostro numero telefonico “non risulta
più”, e per quasi due mesi siamo costretti ad utilizzare esclusivamente
i cellulari (che oltre che costosissimi sono pure dannosi). Finalmente,
verso metà aprile del 2006, riusciamo ad avere il telefono fisso in
casa. Sembra tutto risolto: un incidente spiacevole, niente di più.
Ma la vera odissea doveva ancora iniziare.
Dopo pochi giorni Telecom ci telefona per chiederci se vogliamo aderire
all’offerta “Alice ADSL”, una tariffa di 20€ mensili che ti permette di
utilizzare internet 24 ore al giorno. Accettiamo l’offerta, visto che
comunque eravamo intenzionati a mettere l’ADSL. Ma alcuni giorni dopo
scopriamo la nuova tariffa ADSL di Infostrada, ...
... uno dei concorrenti di Telecom, che non solo è più vantaggiosa, ma
offre anche un pacchetto completo del traffico telefonico. Al prezzo di
39€ mensili avremmo avuto Internet con l’ADSL 24 ore al giorno e il
traffico telefonico, urbano e interurbano, illimitato. Erano escluse le
telefonate verso i cellulari.
Non essendoci ancora arrivati né il modem ne il contratto da firmare,
decidiamo di disdire subito l’offerta Telecom e, attraverso la procedura
indicataci dall’operatrice del 187, eseguiamo l’annullamento del
servizio richiesto. Con esito positivo, a suo dire.
A quel punto decidiamo di aderire totalmente a Infostrada. Firmiamo
tutti i moduli, ben contenti di aver chiuso ogni tipo di rapporto con la
Telecom e il loro maledetto canone!
Infostrada ci dice che a partire dalla firma del contratto sarebbero
passate circa due settimane prima di essere attivi con loro.
Restiamo quindi stupiti nel vederci arrivare a casa, solo due giorni
dopo, la scatola contenente il modem per l’ADSL. In realtà era il modem
della Telecom per la tariffa Alice, e non quello di Infostrada.
Telefoniamo perplessi alla Telecom, dicendo che avevamo appena dato la
disdetta. Anche in questo caso ci dicono che non c’è nessun problema:
passerà un tecnico a ritirare la confezione.
Dopo un paio di settimane richiamiamo Infostrada, per sapere quanto
tempo manca all’attivazione; ci dicono che ci sono alcuni problemi,
dovuti al fatto che Telecom crea parecchi ostacoli pur di non cedere i
propri clienti.
E mentre il loro tecnico non si è mai presentato a ritirare la
confezione iniziale, dopo un paio di giorni ci arriva un secondo modem
per l’ADSL, sempre dalla Telecom.
Siamo sempre più sgomenti; mentre noi cerchiamo di disdire il nostro
contratto con Telecom, e vogliamo mandare indietro il primo modem, loro
ce ne mandano un secondo?
Ci troviamo in questa situazione paradossale, con non uno ma due modem
per installare l’ADSL, e con Telecom che non vuole cederci a Infostrada
e ci obbliga a restare con loro. Ma incredibilmente, dopo circa 20
giorni, ci arriva anche la prima bolletta di Infostrada, relativa al
solo traffico telefonico! Siamo basiti! Non sappiamo più cosa fare.
Presi dalla disperazione, telefoniamo a Infostrada e disdiciamo il
contratto con loro; mandiamo raccomandate con ricevuta di ritorno, fax,
e tutto ciò che concerne la disdetta di un contratto. Decidiamo di
restare con Telecom, visto che non abbiamo altra scelta.
A questo punto, con i casa due modem, telefoniamo al 187 per sapere come
procedere all’installazione, ma l’operatore ci dice che sarebbe uscito
un tecnico ad installarcelo. Nonostante tutto, l’incubo sembra finito,
ed effettivamente alcuni giorni dopo si presenta un tecnico in carne ed
ossa.
Ci connette prima la parte elettrica, poi il modem con tutti i suoi
cavi, e infine inserisce un CD nel computer, per installare il software
dell’ADSL.
Ad un certo punto della procedura ci viene richiesto di inserire “il
codice”. Il tecnico ci dice che la Telecom ci avrebbe dovuto dare questo
codice segreto, ma noi non ne sappiamo niente.
Quasi scocciato, lui prende e se ne va; ci dice di telefonare al 187,
farci dare il codice e poi prenotare un nuovo appuntamento con un nuovo
tecnico per l’installazione.
Il sogno che sembrava a portata di mano si allontana nuovamente.
Abbiamo però notato che l’installazione è abbastanza facile, per cui,
una volta avuto il codice, pensiamo di essere in grado di gestire da
soli tutto il collegamento.
Ma quando telefoniamo al 187 per avere il codice di attivazione, ci
dicono che non c’è bisogno di nessun codice; noi spieghiamo che la
nostra richiesta non nasce da una personale follia, ma dalla bocca del
tecnico appena mandato da loro. Ma l’operatore insiste: non serve nessun
codice.
Sull’orlo di una crisi di nervi, proviamo a collegarci nuovamente da
soli, ma effettivamente alla fine della procedura ci viene richiesto il
codice. Col computer acceso richiamiamo allora il 187, ma anche il nuovo
operatore ci dice che non serve nessun codice per connettersi.
Riproviamo a connetterci per una terza volta, ma ci blocchiamo sempre
li: il computer pretende questo benedetto codice.
Estenuati, decidiamo di prenderci una “pausa di riflessione”, anche
perchè non abbiamo intere giornate da buttare in attese interminabili
per cercare di risolvere il problema.
In sintesi, non possiamo disdire il contratto e non possiamo attivare
l’ADSL, mentre sulla bolletta bimestrale ci vengono regolarmente
addebitati 20€ al mese per un servizio che non riusciamo a utilizzare in
nessun modo.
In compenso, per altri sei mesi continuano ad arrivare anche le bollette
di Infostrada, che ovviamente non paghiamo, ma che ci rendono comunque
morosi nei loro confronti.
Passano i mesi, e ogni tanto, nel tempo libero, proviamo a digitare il
magico 187, ma il muro che incontriamo è sempre lo stesso. Ogni volta
cerchiamo di capire, spieghiamo che paghiamo inutilmente, ma dopo un
determinato tempo, inspiegabilmente, cade la linea, e ci ritroviamo
punto e a capo. E ogni volta che si richiama bisogna spiegare tutto
dall’inizio, visto che l’operatore ovviamente è un altro, e non conosce
nulla del nostro problema.
Basta, in giorno decidiamo: vogliamo andarcene da Telecom, e non avere
più niente a che fare con loro.
Ma ecco già scattare la nuova dissociazione: qualcuno dice che basta un
fax, altri dicono che è necessaria la raccomandata con ricevuta di
ritorno, altri ancora che possiamo disdire il contratto direttamente per
telefono.
Cominciamo ormai a provare i primi istinti omicidi, ma ancora non
molliamo. Ed ecco che un bel giorno, alla tremilionesima telefonata al
187, l’operatore si lascia scappare un piccolo “sporco segreto” della
Telecom: per contratto e per politica aziendale, gli operatori devono
riagganciare il telefono dopo esattamente 7 minuti di conversazione: se
riescono in quel tempo a risolvere il problema, tanto meglio, in caso
contrario, il problema è del cliente.
Cerchiamo di approfondire, e dopo alcune chiamate troviamo un secondo
operatore che ci confessa la stessa “regola” dei 7 minuti, e aggiunge
anche che il glorioso 187 è gratuito ma solo fino ad un certo punto:
dopo un certo numero di minuti il costo viene addebitato al cliente.
A quel punto gli diciamo che vogliamo andarcene definitivamente da
Telecom. Lui prova a fare un controllo storico sul nostro numero
telefonico, e ci dice che ci sono “alcuni problemi”, come se non potesse
sbilanciarsi troppo. Ci dice però che il modem va spedito alla sede
Telecom di Asti a nostre spese.
Ma noi restiamo tassativi: vogliamo la disdetta, e vogliamo un
risarcimento per aver pagato un servizio mai utilizzato. Ci danno allora
il numero degli uffici commerciali della Telecom; dopo accese
discussioni, ci dicono che ci potranno fare al massimo uno storno sulle
prossime bollette, ma che è impossibile essere risarciti dell’importo
richiesto.
I vicini ci hanno detto che quella sera abbiamo urlato delle cose
irripetibili.
Ma proprio quando sta per calare il sipario, e ci stiamo rassegnando a
vivere con il cellulare, arriva una chiamata della Telecom che
allegramente ci comunica che la ADSL non era attiva poiché mancava il
codice di abilitazione da parte della centrale, e che è sempre stata
colpa loro.
Dopo oltre un anno in cui paghiamo quasi 20 euro al mese per un servizio
che non ci è mai stato dato, pare che ora possiamo finalmente collegare
il nostro benedetto modem.
La prima cosa che abbiamo fatto, appena collegati a Internet, è stata di
mandarvi questa lettera.
Francesca e Christian

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